Ieri sera, ancora grazie a Alfredo e alla disponibità di Estrogeni - che non ringrazieremo mai abbastanza – si è tenuto il nostro terzo incontro generale di Hopen.
L’essere tornati a vederci nel posto dove ci vedemmo, ormai più di cinque mesi fa, per il Meeting di Boot ci ha permesso di fare qualche valutazione e tirare qualche somma. Di sicuro la scena sembrava un po’meno affollata (eravamo una ventina ieri, più del doppio al primo meeting), ma se pensiamo a quanto produttiva è stata la serata di ieri, e quanto in pochi minuti ci ha di fatto messo sulla buona strada, questo ci deve dare ancora più entusiasmo.
Abbiamo trovato ieri per la prima volta segni tangibili dello spirito che c’è nel nostro manifesto, di cui riportiamo un passo:
Hopen ha l’obiettivo di disseminare la conoscenza tecnica e, con essa, la consapevolezza che lo sviluppo scientifico e tecnologico danno alle persone strumenti democratici e accessibili di produzione di beni e servizi.
Hopen ha l’obiettivo di analizzare e raccontare il cambiamento al fine di rendere le persone consapevoli delle loro potenzialità.
[...]
Hopen opera per connettere e facilitare lo scambio e l’integrazione tra iniziative, progetti e persone.
Chi c’era sa che è di questo che si è parlato ieri.
Per prima cosa abbiamo voluto darci un update su quanto successo ultimamente. Riassumiamo qui per informare tutti coloro, anche per problemi logistici, non hanno potuto esserci materialmente ne “a distanza”:
- il 16 Aprile Hopen terrà il suo primo Corso di Formazione gratuito, nel pieno spirito del nostro manifesto: “Internet & Me“ che guiderà gli studenti attraverso un approfondimento sul mondo social media, sull’utilizzo di un blog, e sull’ecommerce fino alla creazione di un blog in piena regola. Quattro posti ancora disponibili ad oggi.
Riteniamo centrale l’attività formativa tramite i corsi – ricordiamo che questi contenuti verranno poi rilasciati in Creative Commons – e chiediamo a tutti gli Hopeners di replicare seminari già tenuti – come quello in arrivo – a comunità che potrebbero avere un interesse: dai paesi del’hinterland al vostro quartiere, dalla parrocchia alla vostra azienda. Come nota personale, mi piacerebbe tanto fare un corso del genere in un carcere romano, magari insieme a qualche associazione già attiva nel campo.
Sarà importante altresì che voi stessi vi facciate propositivamente promotori di nuovi corsi e ringrazio quelli che ieri hanno offerto la loro disponibilità con cui cominceremo di sicuro a lavorare. Proponete qualsiasi cosa e ne parliamo tutti insieme.
La prima replica del corso su social media, Blog e ecommerce la terremo probabilmente presto in un comune in provincia di Rieti, Torricella in Sabina, che si sta distinguendo positivamente in termine di governo inclusivo del territorio e che vorremmo supportare a modo nostro.
- Attendiamo, auspicabilmente durante la prossima settimana, che Make ci invii finalmente la proposta di License Agreement che dobbiamo firmare per iniziare ufficialmente a lavorare sulla Mini Maker Faire Roma 2013. Ce la faremo! Nel frattempo non abbiamo novità relativamente alla bellissima Maker Faire Europea che sta cercando di organizzare il mitico Massimo Banzi: noi continuiamo per la nostra strada e se questo evento arrivasse a Roma ci offriremmo di dare una mano!
- Ci piace pensare che grazie a Hopen la discussione su un Fablab/Makerspace a Roma stia pian piano salendo di tono e che ci sia ora ufficialmente un gruppo Facebook e un Team che stanno cominciando a lavorare. Ovviamente Hopen supporterà l’iniziativa e gran parte delle persone coinvolte nella discussione sono Hopeners e questo non può che farci piacere. Di fatto un posto così potrebbe essere la “casa” di Hopen.
La necessità di conoscersi
Quello che è emerso è che è necessario conoscersi, vedersi, parlarsi, raccontarci le nostre capacità e metterle insieme. Vedersi significa capire con chi si ha a che fare realmente, capire cosa si può dare al progetto e in cosa si può esssere coinvolti.
Mai più azzeccato poteva essere il nostro motto motivazionale: “Hopen sei tu”, che descrive chiaramente il bisogno che abbiamo di impegnarci in prima persona in qualcosa che vada oltre la nosta professione, qualcosa che coinvolga un po’ del nostro modo di essere e del nostro modo di esprimerci (per chi non l’ha letto, un giro su questo pezzo di Tim O’Really è consigliato).
I modi come farlo
Come dare un contributo allora? in primo luogo abbiamo deciso di sforzarci di vederci più spesso, magari anche in occasioni meno formali, e di contarci e raccontarci: dunque sul wiki abbiamo aperto una pagina dove tutti possono fare hopening e mettere nome e cognome con tanto di descrizione di cosa sappiamo, vogliamo e possiamo fare per Hopen.
In seconda battuta, lanciamo ufficialmente una chiamata a tutti coloro vogliano scrivere sul nostro blog, per raccontare le proprie idee o delle storie che possono ispirare gli altri, oltre che la loro avventura. Per ora abbiamo scritto solo io e il buon Alessio, e vorremmo ospitare tutti coloro che lo volessero.
Inoltre è emerso che abbiamo qualche limite in termini di comunicazione efficace e chiamiamo dunque a raccolta chiunque di voi abbia esperienze, idee e competenze specifiche a darci una mano!
Trasformare Hopen in un Network
Ci siamo chiesti come trasformare hopen in un network che connetta diverse iniziative, imprese, associazioni, gruppi: che si incontrino periodicamente per fare rete e generare una nuova economia. Una adesione “ufficiale” a Hopen che consista nell’impegno di inviare sempre un rappresentante ai meeting potrebbe essere una buona idea.
Le nuove collaborazioni
Da quache giorno siamo connessi al Progetto OuiShare, una iniziativa francese per promuovere la cultura del consumo collaborativo, la nostra prima collaborazione internazionale tramite i fondatori Antonin Léonard e Benjamin Tincq e non vediamo l’ora di collaborare.
I sogni e i progetti più ambiziosi
Abbiamo accennato all’idea di lanciare una iniziativa per favorire il Co-Housing a Roma: creare un luogo di incontro per gli interessati, sviluppare un modello e un processo per far incontrare queste persone e rendere possibile l’acquisto o la gestione collaborativa di spazi di co-abitazione, per rappresentare una reale alternativa all’imperante speculazione immobiliare. Ci sono diversi progetti già attivi su Roma e dunque procederemo al più presto nel contattarli e nell’aprire nuove collaborazioni e troveremo il modo di dare un nostro contributo!
Si è parlato di Impact investing: come generare una iniziativa di impact investing (investimenti con l’obiettivo di impattare positivamente la società, al di la della massimizzazione profitti ma in sostenibilità economica) magari finanziato in crowfunding? Cominciamo a parlarne.
Da ora la discussione ricomincia online, probabilmente dopo pasqua terremo un Hangout generale su Google Plus in cui ci scambieremo altre idee e, auspicabilmente, raccoglireremo iniziative e dichiarazioni di disponibilità reale da parte di tutti a collaborare.
Hopen sei tu!