World Usability Day 2014 – Ascoltare e migliorarsi per rendere internet un posto usabile

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Confessatelo! Almeno una volta nella vita avrete pensato «… Ma chi ha progetto questo prodotto (digitale o non digitale) l’avrà mai usato?». È perfettamente comprensibile il sentimento di chi si prova ad aver a che fare con un prodotto (digitale e non) disegnato da qualcuno per assolvere a qualche funzione, e invece si trasforma, se va bene, in un esercizio di stile.

Perché spesso, per saper progettare efficacemente qualcosa, basta saper ascoltare e osservare.

È in queste qualità di ascoltatore e osservatore che si riconosce un buon designer (qualunque cosa progetti): chi sarà in grado di accogliere un commento negativo e trasformarlo in uno spunto migliorativo saprà gestire un malcontento e migliorare il suo prodotto.

Chi sarà in grado di immedesimarsi in un utente, sforzandosi di uscire dal proprio bias culturale, riuscirà a capire meglio i bisogni e le necessità di chi userà il suo prodotto.

Saper ascoltare significa anche aggiornarsi, confrontarsi e misurarsi con le esperienze di successo altrui, oltre alle proprie.

Per questo il prossimo 13 novembre abbiamo voluto organizzare la tappa romana del World Usability Day 2014: per dare spazio a quelle che ci sembrano delle buone pratiche di progettazione, che riportino al centro della progettazione la persona.

E di questo discuteremo,assieme a Riccardo Falcinelli (autore di Critica Portatile al Visual Design, Einaudi 2014), Vitaly Friedman (Co-Founder di Smashing Magazine), Matteo Flora (Co-Founder di TheFool) e Raffaele Boiano, di come capire chi sono le persone giuste su cui tarare il proprio prodotto, come saperle ascoltare, di come collegare la loro esperienza digitale con quella reale, e come implementare tutto questo. Di come convincerle a superare l’uso di un prodotto e a esserne partecipi.

Infatti il tema del World Usability Day, alla sua quinta edizione quest’anno – celebrato in più di 40 paesi del mondo con oltre 200 eventi – è proprio Engagement: una di quelle parole inglesi che spesso vengono abusate e che invece hanno un splendido doppio significato.
Cercheremo infatti di declinarla letteralmente: come ingaggiare i propri utenti? Ma anche in senso lato, come farli partecipare, appassionarli e renderli loro stessi testimonial, e latori del messaggio che il vostro prodotto vuole portare nel mondo e nel mercato tra il digitale e il reale?

Questo dualismo e collegamento fra i due mondi sta diventando sempre più forte e al contempo di invisibile. La disponibilità di tecnologie ubique e indossabili, a fianco di tutto il parco di accessori che possiamo immaginare, sta rendendo sempre più centrale la progettazione dell’esperienza della persona.

Per questo vogliamo cercare di analizzare, assieme ai nostri ospiti, quelli che sono gli aspetti cruciali, gli ingredienti necessari ed efficaci, per trasformare i semplici utenti in attori di queste esperienze.

L’appuntamento è quindi il 13 novembre prossimo a Parco Leonardo (Roma), dove a partire dalle 9.00 parleremo di tutto questo, per cui affrettatevi a prendere il vostro biglietto con lo sconto Hopen del 30%

Comprendere il Futuro: 28 Gennaio Presentazione della OuiShare Fest ’14 e Lunchtime Hangout del 16 Gennaio

Il 28 Gennaio OuiShare Italia e Hopen presenteranno al pubblico e alla stampa l’edizione 2014 della OuiShareFest presso presso Cowo360 in via Vacuna 96.

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La OuiShare Fest è il più importante evento Europeo sull’Economia Collaborativa che  anche quest’anno si terrà a Parigi, dal 5 al 7 Maggio.

Durante l’incontro verrà brevemente presentata la storia di OuiShare: la rete globale di imprenditori, designers, attivisti, blogger attiva nell’accelerazione dell’Economia Collaborativa in Europa e nel Mondo, che conta centinaia di membri e decine di Connectors e che ha organizzato più di 100 eventi in tutto il mondo per disseminare la conoscenza a proposito dei modelli collaborativi emergenti nell’economia e nella società.

Da qui potete accedere ai dettagli sull’evento facebook http://goo.gl/E5SF26  o aggiungere l’evento al vostro calendar 

——– Segue articolo di presentazione di Eugenio Battaglia ———————–

Perchè l’economia collaborativa è aperta sono temi rilevanti oggi? Perchè Hopen e OuiShare da tempo hanno deciso di occuparsi di questi temi, raccontarli, renderli accessibili e comprensibili ai più?

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dalla più grande concentrazione di capitali della storia: questo sta segnando la fine di una fase della nostra storia economica e produttiva. 147 società possiedono il 60% degli assets dell’economia mondiale. In questo punto focale nella nostra storia, i grandi attori dell’economia non riescono più a stimolare la generazione di ricchezza e benessere ma spesso solo a utilizzare leve finanziarie per mettere al riparo i proprie asset e le loro posizioni di rendita. Forse tutto questo è sintomo di una mancanza di idee: sta di fatto che per paura di perdere il prossimo treno importante i capitali restano spesso immobili e società come Apple possiedono volumi di 130mila miliardi di dollari in liquidità che sono fermi (qui un articolo di Simone, per chi è interessato a approfondire questo aspetto).

In contrapposizione a questo fenomeno, negli ultimi anni nasce un’esigenza degli utenti e delle comunità nel mondo di riappropriarsi degli scambi che sempre più sono stati assorbiti negli anni nei flussi immateriali della grande industria e del commercio. Si è verificato un crescente interesse dei consumatori e degli imprenditori verso quelle forme di mercato che vanno a disintermediare i processi di produzione, acquisto e utilizzo di beni e servizi. Ci si può riferire a tale fenomeno come economia collaborativa, sharing economy economia della condivisione a seconda delle varie declinazioni. Il denominatore comune è sicuramente l’esigenza di ritrovare un valore umano e sociale nell’economia e questo rappresenta oggi allo stesso tempo una opportunità e un grande rischio per le aziende e per le organizzazioni pubbliche di tutto il mondo, chiamate a trasformarsi per rendersi più adatte al futuro.

In questa economia peer to peer è possibile creare relazioni sociali che permettono transazioni commerciali altrimenti impensabili. Alcuni sono riusciti ad identificare nella crisi quei segmenti di mercato totalmente nuovi oppure che vanno a sostituire le modalità di consumo tradizionale: AirBnb conterà a breve più notti dormite di qualunque catena di alberghi nel mondo, le piattaforme di carpooling e di car sharing fioriscono nelle città Europee e ne trasformano rapidamente la mobilità, il coworking sta rappresentando una sempre maggiore opportunità per la cross-contaminazione creativa nelle aziende.

L’economia collaborativa riporta una maggiore genuinità e trasparenza nel consumo e nelle relazioni di tipo commerciale, la fiducia e la reputazione permettono di andare ben al di là del puro interesse al consumo del bene o del servizio, riportando le relazioni tra pari nel quadro.

Secondo Tapscott e Williams autori di Wikinomics, l’economia collaborativa si basa su quattro principi: apertura, peering, condivisione e azione di portata globale e può rappresentare un motore di innovazione e creazione di ricchezza su una scala mai raggiunta prima. Rispetto ai vecchi modelli, la collaborazione massiccia e diffusa si avvale di agenti individuali liberi che si riuniscono (in genere virtualmente) per cooperare al fine di migliorare una data operazione o per risolvere un problema. Questi modelli permettono la creazione di aziende interamente centrate sulle community, individui mossi da intenti comuni che forniscono competenze e risorse in cambio di una ricompensa. I vantaggi sono evidenti nella maggior facilità di questi modelli nel perfezionarsi, nel creare innovazione e anche nel crescere grazie alla crescita organica che solo un complesso sistema di motivazioni intrecciate può generare.

La ricchezza viene distribuita più equamente e le aziende (o i network di aziende) ottengono risultati migliori quando decentralizzano parte dei processi decisionali, apportando soluzioni dinamiche e maggiormente resistenti alle perturbazioni del mercato.

In questo quadro, la nostra attività come Hopen prima e OuiShare poi è sempre stata quella di disseminare, raccontare e coinvolgere. Per questo che nei prossimi giorni avremo due appuntamenti importanti che non potrete mancare.

Il 16 gennaio si celebrerà la giornata internazionale della collaborazione (International Collaboration Day), un evento internazionale che permette di fare il punto della situazione sulle varie realtà impegnate nell’economia collaborativa.

In concomitanza con il primo International Collaboration Day #iCollDay, il team OuiShare Italia, insieme a Hopen e Collaboriamo presenteremo un public hangout dalle 12 alle 14 (ora italiana) per presentare lo stato dell’Economia Collaborativa in Italia e nel Mondo.

Durante l’hangout verrà presentato il breve slide report: “L’Economia Collaborativa in Italia e nel Mondo nel 2013: dati salienti ed eventi importanti”.

Il report farà un punto sui principali eventi e proporrà dei dati significativi riguardo lo sviluppo dell’economia collaborativa nel mondo e in Italia, nel 2013

[UPDATE: qui trovate la presentazione e il video!]

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A seguire avrete la possibilità di confrontarvi con domande e risposte con i più importanti esperti italiani sul tema come Simone Cicero (OuiShare Italia e fondatore di Hopen), Marta Mainieri (Autrice di Collaboriamo) e Ivana Pais (Ricercatrice dell’Università Cattolica).

Vi invitiamo a partecipare su twitter con l’hashtag #iCollDay: per avere il link all’hangout partecipare all’hangout iscrivetevi a questo evento su Facebook https://www.facebook.com/events/640074836049461/

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Inoltre, il giorno 28 Gennaio, presenteremo a Roma la OuiShare Fest 2014: il primo e più importante evento dedicato all’economia colalborativa in Europa ritorna dal 5 al 7 Maggio a Parigi, e riapre la consueta call for application, nel tentativo di mantenere il suo approccio aperto al design del programma, inclusivo e collaborativo. Un evento immancabile per chi avesse voglia e interesse di conoscere il team italiano di OuiShare e di saperne di più sull’evento, magari potendo partecipare promuovendo il suo progetto, le sue competenze e la sua visione del futuro.

Qui il link con le informazioni sull’evento: https://www.facebook.com/events/653416498034591/

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Alla fine dell’evento potrete rimanere con noi e godervi un drink, in una atmosfera conviviale in cui potrete parlare dei vostri progetti, fare domande e comprendere meglio, generare nuove connessioni e capire come prendere parte a questa ondata di cambiamento.

 La OUISHARE FEST del 2014

1000 visionari dell’economia collaborativa, che si riuniscono per tre giorni di conferenza, di co-creazione e di generazione di nuovi link.

OuiShare Fest 14 esplorerà il tema “L’Era delle Comunità”.

 

Collegate da comuni valori, conoscenze, risorse o da spazi digitali e fisici, le comunità stanno trasformando le città, le organizzazioni e l’azione civica in tutto il mondo.

Movimenti quali quello del consumo collaborativo, dell’open source, deii makers e dei fablabs, del coworking, del crowdfunding, o delle valute alternative sono solo alcuni di quelli più avanzati: ma come si incastrano i pezzi del puzzle? Qual è il quadro più ampio?

Alla OuiShare Fest di questo anno, imprenditori e innovatori sociali, i leader di progetti non-profit e di aziende, attivisti di base e funzionari pubblici si riuniranno in un unico luogo per costruire una visione comune di una società collaborativa.

Se siete pronti per una esperienza unica che produrrà conoscenze, accelerare i progetti e promuovere nuove collaborazioni, allora unitevi a noi a Parigi dal 5 al 7 maggio.

Durante l’incontro verrà brevemente presentata la storia di OuiShare: la rete globale di imprenditori, designers, attivisti, blogger attiva nell’accelerazione dell’Economia Collaborativa in Europa e nel Mondo, che conta centinaia di membri e decine di Connectors e che ha organizzato più di 100 eventi in tutto il mondo per disseminare la conoscenza a proposito dei modelli collaborativi emergenti nell’economia e nella società.

Noi vi aspettiamo. Non rinunciate a capire quale futuro ci aspetta. Non perdete l’occasione di farne parte.

Eugenio Battaglia
(rev: Simone Cicero)

Code 4 Italy: il 13 novembre agli Stay Funky! #WCAP Awards tracceremo il piano d’azione

Solo qualche mese fa, a Giugno, come molti di voi sanno abbiamo avuto la possibilità – anche grazie al supporto che ci ha dato Working Capital, l’iniziativa a supporto delle startup nata da Telecom Italia – di organizzare quel bellissimo momento di condivisione e racconto che è stato l’OpenCamp.

Come molti di voi forse ricorderanno, durante il camp, abbiamo avuto un intervento non pianificato, quello di Roberto Sambuco, Capo Dipartimento Comunicazioni del Ministero Sviluppo, che richiamato dai tweet aveva deciso di venirci a trovare.

Nel pop-up panel inaspettato che ne seguì, tra Salvo Mizzi, Sambuco e Alessio in cui si dibatté dei problemi della pubblica amministrazione italiana, della sua completa dipendenza da una burocrazia spesso insensata e della scarsissima interazione che si genera tra la pubblica amministrazione stessa e il mondo dell’innovazione italiana fu il seme di lunghe discussioni e scambi di idee che hanno poi seguito l’incontro nei mesi.

Se ricordate bene, proprio quel giorno si cominciò a parlare di collaborazione tra noi, la PA e il tessuto della PMI Italiana. Con noi intendo noi nerd, geek, hacker, startupper, designers, bloggers e makers: insomma tutti noi che nuotiamo in questo mondo digitale con la voglia di comprenderlo meglio e utilizzarne gli strumenti in maniera creativa, per risolvere problemi e creare ancora nuovi strumenti, confrontandoci con l’innovazione tutti i giorni con fare positivo.

Ma in che modo questa collaborazione tra gli innovatori della società civile e attori importanti del tessuto produttivo italiano come la pubblica amministrazione o la leggendaria Piccola e Media impresa italiana può prendere corpo?

In questi mesi abbiamo provato a dire la nostra, a suggerire idee per far si che questa visione di community driven innovation potesse realmente essere una visione condivisa, inclusiva e radicalmente innovativa. Abbiamo segnalato storie di successo, abbiamo studiato cosa hanno fatto altri nel mondo e ci siamo confrontati, noi – in qualità di umili rappresentanti di una comunità di innovatori che guardano al tema dell’apertura da sempre – la pubblica amministrazione e una grande azienda italiana.

Dunque il 13 Novembre finalmente avremo l’occasione, in corrispondenza con l’evento di presentazione delle 15 startup che riceveranno i grant d’impresa di Working Capital (a proposito, registratevi qui:  http://workingcapital.telecomitalia.it/stayfunky/) di condividere le nostre idee e qualche piano direttamente con voi. Chi ci sarà potrà darci feedback, riscontri e avrà la possibilità di confrontarsi con noi. Infatti Roberto Sambuco interverrà all’evento e introdurrà l’iniziativa “Code4Italy” – con l’ispirazione d’obbligo tratta dalla meravigliosa iniziativa Code For America che, nata nel 2009, è un po’ il faro nel mondo dei programmi di collaborazione tra innovatori,  comunità e pubblica amministrazione.

Sono tante poi le iniziative di successo nel mondo e anche in Europa, dove il pubblico ha saputo collaborare con la società: si pensi per esempio ai  Challenge Prizes (o “inducement” prizes) made in UK, con i quali NESTA: http://www.nesta.org.uk/areas_of_work/challengeprizes cerca da molto tempo il contributo della comunità per generare soluzioni a problemi complessi in maniera collaborativa e condivisa.

Abbiamo dunque studiato ciò che di buono si fa in giro per il mondo, ma nel frattempo non siamo stati fermi: senza attendere alcunché, abbiamo iniziato a confrontarci con un processo di hacking della burocrazia e della pubblica amministrazione che vede coinvolti dei dipartimenti del Ministero dello Sviluppo Economico e noi in prima persona nel tentativo di capire come digitalizzare e snellire questi flussi di lavoro ormai elefantiaci e non più sostenibili nelle condizioni attuali. Lo Stato dovrebbe essere un facilitatore di innovazione, idee ma soprattutto del lavoro delle persone, anziché un freno da cui chiunque preferisce stare alla larga per il terrore del bradipismo che lo contraddistingue. Il cuore da cui partire, quindi, sarà lo sviluppo di alcuni tool minimali che siano d’aiuto agli amministratori pubblici e la formazione dell’impiego nell’ottica di migrare ad un workflow tutto nuovo.

Sono tanti peraltro gli strumenti che potremmo mettere in campo e in parallelo con la ricerca delle migliori esperienze vogliamo oggi anche lanciare un breve sondaggio: che tipo di strumenti, progetti e prospettive vi aspettereste nel quadro di una iniziativa che vedesse un ministero importante come quello dello sviluppo economico collaborare con gli appassionati di innovazione aperta, con le startup italiane, la PMI e la grande impresa?

Simone Cicero e Alessio Biancalana

il 29 Novembre, Hopen e Ouishare media partners di Sharitaly

Un update finalmente dopo una pausa estiva di comunicazione forse troppo lunga! Come chi ci segue sul nostro gruppo facebook sa, le cose si muovono e tanti progetti, a cominciare dalla creazione di un team allargato di Ouishare Italia, bollono in pentola.

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Il prossimo 29 Novembre sarò a rappresentare proprio Hopen think tank e Ouishare, a Milano, per co-facilitare parte di un workshop nel quadro della conferenza Sharitaly, organizzata da Collaboriamo.org (sito web nato dall’esperienza di Marta Mainieri nel mappare l’economia collaborativa italiana, soprattutto quella in relazione col mondo startup e col consumo collaborativo), in compartecipazione con l’università cattolica di Milano e la Fondazione Eni Enrico Mattei.

Sharitaly vedrà la partecipazione, oltre quella delle ottime organizzatrici e del sottoscritto, di April Rinne – Chief Strategy Officer di  Collaborative Lab.

L’evento  sarà aperto al pubblico e diviso in due momenti: durante la mattinata, una serie di keynote si soffermeranno sullo stato dell’economia collaborativa in italia, in particolare sui temi: “Gli italiani e l’economia collaborativa”, “Lo stato dell’arte delle start-up collaborative italiane” e “Cittadini e aziende: la relazione di collaborazione” che insieme potranno dare, credo, una prima importante visione del fenomeno nella sua interezza in Italia.

Nel pomeriggio, dopo una introduzione di April Rinne, si terrà il focus sull’incontro e il dialogo fra start-up, grandi imprese e pubblica amministrazione, con un occhio importante alla società civile: questione fondamentale oggi in Italia è proprio quella dell’incontro, della facilitazione, dello scaturire nuove opportunità tra attori che, più o meno consapevolmente, sono interessati o impattati da questo fenomeno. Sicuramente Sharitaly rappresenterà un primo passo in questa direzione.

Infatti, in una serie di workshop tematici aziende, start-ups e altri rappresentanti della società civile, suddivisi  per settore e temi di interesse, si confronteranno sui temi della finanza, del lavoro, dei trasporti, della mobilità, degli stili di vita e  del non-profit  e si confronteranno sul significato e sul valore che la “collaborazione” assume nelle rispettive realtà.

Da notare che, come sempre, I workshop sono si aperti al pubblico ma fino a esaurimento dei posti disponibili. Sarà possibile pre-iscriversi e l’organizzazione darà in seguito conferma ai partecipanti.

Cos’altro dire: se siete interessati all’economia collaborativa e siete a Milano o pronti a raggiungere la città meneghina, non potete fare altro che registrarvi e supportare la campagna di crowdfunding che Sharitaly sta portando avanti e che permetterà di mantenere l’accesso alla conferenza e ai workshop gratuito.

Come sempre Hopen e OuiShare supportano ogni iniziativa italiana dove sia possibile un dibattito genuino sul tema economia collaborativa e sono pronti a creare collegamenti e ponti tra tutti gli attori coinvolti e desiderosi di promuovere questo approccio o interrogarsi sul tema. Sulla scia dell’OpenCamp – il primo evento italiano sull’open innovation – supportiamo oggi Sharitaly che ha il merito di tentare mettere per la prima volta allo stesso tavolo alcuni degli attori principali della cosidetta sharing economy italiana – tra i quali OuiShare e Hopen, che saranno rappresentati da me – con grandi fondazioni, università e alcuni policy makers.

Come forse sapete, abbiamo un team italiano di OuiShare in crescita e stiamo progettando in queste settimane il primo Giro D’Italia OuiShare che, pensiamo, prenderà il via intorno alla fine del 2013 per accompagnarci poi fino alla primavera 2014 con molte tappe nelle più importanti città Italiane, sicuramente torneremo a Milano, se avete voglia di incontrarci per proporre collaborazioni per il futuro o magari dare una mano al team, io sarò li per parlarne!

Ci vediamo a Sharitaly con Hopen e Ouishare!

Pensieri, Parole e Immagini dall’OpenCamp

Il 5 Giugno, all’Opificio Telecom Italia si è finalmente tenuto il tanto atteso OpenCamp. L’evento è stato un grande successo come chi c’era potrà testimoniare.

Il tema centrale della giornata è stato senza dubbio quello della trasformazione e nell’introdurre l’evento, io stesso mi sono soffermato molto su questo tema.

All’OpenCamp abbiamo provato a mostrare come alcuni cambiamenti rilevanti nel quadro economico e tecnologico globale, stanno radicalmente cambiando la nostra prospettiva:  la crisi del modello produttivo su larga scala, il maggiore accesso agli strumenti tecnologici e il contributo del social web nel creare nuove connessioni online e nel portarle offline, stanno trasformando il mercato, le aziende e il concetto stesso di imprenditorialtà.

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Una bella fotocomposizione di Ioana Chiorean su Instagram

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Foto Andrea Moro http://www.flickr.com/people/78108409@N06/

 

La trasformazione inizia da noi stessi, come consumatori: inizia dal comprendere che un approccio passivo al consumo è superato. Abbiamo cominciato ad affrontare criticamente il mercato, ad informarci e a sftruttare tutte le possibilità che abbiamo: stiamo imparando a interagire in maniera peer to peer, ad esempio tramite le cosidette piattaforme di “consumo collaborativo”, con altre persone. Stiamo imparando a sfruttare meglio le risorse, a investire insieme su obiettivi condivisi (grazie al crowdfunding per esempio): oggi riusciamo a fare di più, con meno.

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Una bella slide riassuntiva dell’esplosione del consumo e dell’economia collaborativa (di Albert Canigueral)

Il momento interessante tuttavia è quello in cui da consumatori, diveniamo produttori, agenti di trasformazione, promuovendo le nostre idee e cercando nuove possibilità a cui destinare il nostro talento: ci trasformiamo in free agent, imprenditori, creatori. Free Lance o Intrapreneur (gli innovatori che operano nella corporate e nelle grandi organizzazioni) non conta: l’attegiamento imprenditoriale ha un ruolo chiave in questo processo.

Emergono modelli di azienda diversi da quella che abbiamo vissuto fino ad ora: non più monolitica, ma permeabile alla società civile, capace di interagire nella creazione di valore  con altri attori come altre aziende, singoli e comunità.

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Abbiamo forse cominciato a capire come la nostra economia deve essere fondata sull’ interazione del sistema produttivo con una società civile che non più essere un mero target commerciale. Come, se non mediante questa trasformazione dell’economia in qualcosa di più accessibile, equo e partecipativo, potremo generare lo sviluppo dei prossimi anni?

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Ecco perchè abbiamo scelto questo motto: “Open is the new normal“, proprio testimoniare con forza che l’apertura e l’inclusione non son solo dei nice to have.

La giornata in numeri e contenuti
All’OpenCamp ci è venuta a trovare tanta gente e il nostro canale in streaming dove è stato trasmesso l’evento è stato seguito da quasi trecento persone. #OpenCamp, il twitter hashtag che avevamo scelto per l’evento è stato il primo trending topic su twitter per tutta la giornata.

Al di là dei numeri tuttavia, quello che più mi ha colpito è stata la qualità dei feedback che abbiamo ricevuto e l’entusiasmo che si respirava il giorno dell’evento.

Sul non-palco dell’OpenCamp si sono alternati una ventina di speaker: i video li potete vedere, insieme al bellissimo messaggio di Michel Bauwens, sul canale youtube di Hopen e in fondo al post. Altrettanto importanti sono stati i contribuiti delle persone che hanno tenuto gli workshop del pomeriggio.

Per ringraziarli voglio riassumere qui gli interventi del mattino:

  • Sebastiano Scròfina (ha presentato Dropis)
  • Andrea Cattabriga (ha presentato Slowd.it)
  • Jacopo Amistani (ha presentato Open Source Ecology Italia)
  • Chiara Russo (ha presentato Codemotion)
  • Claudio Carnevali (ha presentato Openpicus)
  • Alessandro Ranellucci (ha presentato Slic3r)
  • Alessandra Cianchettini (ha presentato Cocoon Projects)
  • Ioana Chiorean(ha presentato Mozilla Reps)
  • Malica Worms & Paolo Anella (hanno presentato la Co-Design Jam di Roma)
  • Paolo Sinelli & Andrea Piovani (hanno presentato WhyMCA)
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Carnevali parla di Openpicus

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Scròfina presenta la visionedi Dropis

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Roberto Sambuco

Ioana Chiorean

Ioana Chiorean

Alessandro Ranellucci

Alessandro Ranellucci

Mentre nel pomeriggio, oltre a me e Alessio che abbiamo tenuto un Workshop sugli Eventi di Co-Creazione (Hackaton, Jams, Sprints e Workshops), Massimo Menichinelli (OpenP2PDesign, Aalto University) ha tenuto un workshop sull’open product design e la sostenibilità in termini di Business, Leonardo Zangrando (Learning Startup) ha tenuto un workshop sul Pretotyping, Alessio Barollo e Carlo Frinolli (Crowdfuture) hanno tenuto un workshop sul Civic Crowdfunding e Stelio Verzera e Jacopo Romei (insieme a tutto il numeroso team Cocoon Projects) un molto apprezzato workshop su organizzazioniorizzontali e strategymaking collaborativo.

Riflessioni su Cambiamento, grandi aziende e pubblica amministrazione.

A farci una bella sorpresa, a metà mattinata è arrivata la visita di Roberto Sambuco, Capo Dipartimento Comunicazioni del Ministero Sviluppo, che richiamato da un tweet di Salvo Mizzi, ha sentito l’esigenza e la voglia di venirci a trovare.

In un breve e apprezzato momento di incontro e di discussione, Sambuco ha discusso sul  non-palco dell’OpenCamp quella che lui ha chiamato la “collosità” della pubblica amministrazione, facendo un bell’esempio che ha reso la questione molto semplice: come si può parlare di innovazione disruptive in una pubblica amministrazione come quella italiana che utilizza ancora la Coccoina per attaccare le fototessere sui moduli in carta?

Malgrado molti di noi al solo pensare alla Coccoina abbiano avuto un sussulto di benevola nostalgia, non è con quella che possiamo trasformare il paese, ne siamo ormai tutti coscienti. Se c’è qualcosa però che sta cambiando è la consapevolezza nelle grandi aziende e organizzazioni come la macchina dello stato, che l’eccellenza è distribuita e che solo dalla cooperazione con le parti più vitali, ottimiste e propositive del paese si può ottenere lo sviluppo tanto agognato. Salvo stesso ha racchiuso alcune delle sue considerazioni post open camp in un post su chefuturo che vi suggeriamo.

All you need is Nerd

Così Mizzi in mattinata ha voluto annunciare una iniziativa nella quale Wcap sta cercando di coinvolgere anche la PA: All you need is 500 Nerd

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L’obiettivo appare quello di creare un esercito di Geek che trasformino le PMI italiane, insieme con le strutture della pubblica amministrazione che si occupano di sviluppo economico.

Questa ed altre iniziative, testimoniano come anche nelle strutture di management, nelle persone che si muovono in quelle strutture e che hanno potere decisionale, qualcosa sta finalmente cambiando.

Da parte mia posso dire che, una volta in più, l’Open Camp, col suo esercito di innovatori connessi in una rete interpersonale di amicizia, stima e spesso collaborazione, ha fatto capire come l’innovazione di domani è legata alla comunità, a quell’aspetto umano delle relazioni che spesso negli ultimi anni è stato dimenticato.

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Alessio spiega alla sua maniera che la *collosità* della burocrazia dipende da resistenze mentali, non solo da obesità organizzative

Sono contento di vedere che, insieme all’onnipresente startuppismo degli ultimi mesi, si comincia a comprendere che le persone contano, che includere, discutere e sperimentare insieme il nuovo è il primo passo per trovare soluzioni che ci porteranno fuori da questa crisi che, prima che di capitali finanziari è stata, per troppo tempo una crisi di capitale umano e sociale.

Arrivederci al prossimo OpenCamp, ma non aspettiamo la prossima edizione per iniziare a fare qualcosa insieme, per noi e per il paese.

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Roma, Udine e Padova in un mese: Open is The New Normal

Nel delirio romano pre OpenCamp abbiamo trovato anche la forza e la voglia di promuvere la cultura dell’open e dell’accesso in giro per l’italia.

Così oggi vi segnalo due appuntamenti in arrivo per chi di voi è un po’ lontano dalla capitale e, anzi, in particolare per chi è al nord est.

Il 13 Giugno, a Udine, ospite del Ditedi, il Distretto per le tecnologie digitali, sarò il Chairman di un evento incredibile, dove potrete ascoltare le storie di quatto grandi innovatori open italiani, Claudio Carnevali (Openpicus), Jacopo Amistani (Open Source Ecology Italia), Sebastiano Longaretti (Slowd.it) e la mitica Zoe Romano (Openwear e Arduino). A udine spiegheremo come l’open source stia diventando reale, tangibile, arrivando alla manifattura e alla produzione industriale.

Per chi è mancato al codemotion ci sarà inoltre la possibilità di assistere a una versione aggiornata della mia presentazione “Open Gets Real” che potete vedere qui sotto. Insomma che altro dire se non: registratevi e condividete!

Come se non bastasse poi il 24 Giugno saremo a Padova, nello spazio Onspace per il primo Ouishare Factory drink in Italia, sostenuto e patrocinato dalla Provincia di Padova (un sorpresa vedere la pubblica amministrazione in Italia interessarsi di Open Manufacturing e Innovazione radicale!). In particolare in quella occasione presenteremo due progetti, di nuovo Open Source Ecology (padrone di casa) e Wasp Project (“Partiamo dalle stampanti 3D per salvare il mondo.”).

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Si parlerà di rivoluzione digitale nella fabbricazione e nella manifattura e di nuove opportunità. Anche li non potrete mancare. Se siete nei paraggi, registratevi!

Arriva l’OpenCamp, Roma, 5 Giugno, Opificio Telecom Italia

Ormai mancano solo poche settimane, e dopo tutto il lavoro passato a pensare come sarebbe dovuto essere, che anima dargli, quali contenuti, l’OpenCamp è praticamente qui. OpenCamp è qui anche grazie agli sforzi del team, alla disponibilità degli speaker e al supporto dei partner, che hanno creduto in questa iniziativa sin dall’inizio.


La giornata sarà divisa in una mattinata in cui racconteremo i progetti e un pomeriggio hands on in cui avrete a disposizione quattro (forse cinque) workshops gratuiti, il programma completo dell’opencamp lo potete trovare qui: http://goo.gl/87Hrs, il sito con tutte le informazioni su PartnersContributor e Agenda è questo, www.hopen.it/opencamp. Se non sei registrato ti consiglio di farlo subito qui http://www.eventbrite.com/event/6405485981!

Questa giornata sarà per Hopen anche una piccola celebrazione a modo suo. Quando nel Novembre del 2011, io e il prode Alessio cominciammo a parlare di Hopen, i temi che racconteremo al camp, non erano ancora arrivati sulle prime pagine dell’Economist e, soprattutto in Italia, l’economia collaborativa, lungi dall’essere un giorno si e uno no sulle pagine dei quotidiani come oggi, era ancora questione per insiders.

Oggi che non lo è più finalmente, noi abbiamo deciso di parlare di eccellenze: di business model aperti, di compagnie che scelgono di rilasciare i proprio design in open source, di fabbriche distribuite e partecipative, di nuove monete, di imprenditorialità e di passione, di come anche una azienda può essere essa stessa open source, di nuove opportunità ecologiche di sviluppo, del perché se lavoriamo insieme siamo più creativi, troviamo più soluzioni e migliori.

In questo anno e mezzo io stesso ho compreso meglio cosa significa questa sharing economy di cui tutti vanno parlando e ho scoperto come dietro i numeri, che testimoniano spesso crescite esponenziali dei servizi di consumo collaborativo o dei marketplace peer to peer, ci sia veramente un movimento di pensiero, quasi una rivoluzione culturale. La mia sensazione è che ci sia una vera trasformazione in arrivo.

La stessa mia esperienza personale con Ouishare, il network internazionale di cui sono connector e core member, ha contribuito nel darmi accesso a una vera e propria community, che mi ha aperto gli occhi su quanta eccellenza si stia muovendo, in Europa e oltre.

C’è una comunità di pensiero e azione che mette in pratica sperimentazioni continue, alla ricerca di una innovazione che non sia solo più tecnologica, ma anche sociale e trasformazionale. Che cambi le cose insomma: a partire da se stessi e dal rapporto che si ha con la professione come parte di una esperienza di vita e ricerca più complessa e ambiziosa.

Questa è una comunità di persone che si fanno guidare non più o solo dal successo e dal denaro ma da una ben più rara merce al giorno d’oggi: il significato. Quello che la lingua inglese racchiude efficacemente in una parola: purpose.

Ed è la condivisione che è riuscita a mettere in moto tutto questo. I blog e i social media ci hanno connesso e ci hanno dato enormi possibilità di creare nuove tribù, nuove nazioni, hanno velocizzato esponenzialmente, come la stampa aveva fatto secoli fa, la nostra capacità di critica sociale e politica e aumentato a dismisura le contaminazioni e le fertilizzazioni.

La tecnologia ci ha aperto nuove frontiere: a un tratto quasi tutto è possibile, non è più così importante avere grossi capitali a disposizione quando si è in grado di usare gli strumenti, le metodologie e quando si risponde all’imperativo della curiosità di sperimentare.

Se poi ci accorgiamo di come questa discussione sia maturata durante un periodo in cui il modello che ha guidato il nostro sviluppo sociale, economico, organizzativo per decenni ha finalmente mostrato (a tutti) i suoi limiti, allora possiamo capire come, finalmente, un nuovo rinascimento culturale stia divenendo veramente possibile. Un rinascimento in cui ognuno può e deve avere un ruolo.

Ci dobbiamo una riflessione verso una re-interpretazione condivisa dell’economia e dello sviluppo in cui sposare finalmente il principio della cooperazione, dell’efficienza, dell’onestà ecologica e dell’inclusione. Si perché è di inclusione che si parla: di raccontare, connettere e abbattere confini.

Per questo abbiamo deciso di selezionare quei progetti che, nella nostra umile esperienza di connettori riteniamo tra i più significativi: per mostrarvi come, anche in Italia e spesso sottotraccia, idee incredibilmente sensate e una tensione continua verso il trasformarsi stiano producendo reali opportunità di sviluppo e incubando le soluzioni a molte delle sfide di oggi.

All’OpenCamp non puoi mancare, si parlerà del tuo futuro.

Registrati, i posti finiranno credimi.

Una valanga di eventi Ouishare in arrivo e…. una Sorpresa targata Hopen!

Ciao a tutti gli hopeners!
È un po’ che non vi davamo updates ma questo che arriva è bello importante!

Come sapete, da qualche tempo Hopen supporta Ouishare, l’iniziativa gemella, nata a Parigi nel 2011 e ormai scalata a livello Europeo e mondiale che promuove l’economia collaborativa.

Beh, in arrivo grazie a ouishare abbiamo ben due eventi in Italia, ai quali parteciperò personalmente: due Drinks, il formato di evento classico per far partire le community locali, che Ouishare propone da più di un anno in tutta Europa e presto anche nel mondo (visto che in primavera sono in arrivo i primi eventi a Buenos Aires e a San Francisco).

L’11 Aprile sarà la volta di Milano: qui potete trovare il post di presentazione sul blog degli amici di Talen Garden che ci ospiteranno, mentre per registrarvi occorre farlo tramite questo Eventbrite. A supportare il Drink di Milano, ci sarà di nuovo BlaBlaCar, il più importante player della mobilità alternativa e collaborativa in Europa, un partner di lungo corso di Ouishare che ci racconterà la sua visione!

Il giorno dopo, il 12 Aprile, in una simbolica connessione Nord-Centro (quando arriveremo al Sud?? amici da Roma in giù aspettiamo la vostra collaborazione!) sarà la volta di Firenze: il formato sarà sempre quello dei Pitch – momenti brevi durante i quali i progetti e le iniziative legate alla condivisione si raccontano alla comunità! Registratevi qui!

A supportare l’evento sarà Ancitel Toscana, la società di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che affianca gli Enti Locali nella sperimentazione di modelli di utilizzo delle Ict per favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di e-democracy e per la semplificazione dei processi istituzionali.  Sarà una grande occasione per capire come la condivisione può dare spazio all’innovazione anche nella gestione della cosa pubblica, nell’interesse e con la compartecipazione dei cittadini.

Per entrambi gli eventi, raccontateci i vostri progetti di condivisione, collaborazione e cocreazione inviando una email a simone [at] ousihare.net vi daremo spazio per parlare con le persone e spiegare la vostra visione: sarà un momento importante per avere feedbacks, fare rete, e trovare nuovi partner!

Per chi inoltre ancora non lo sapesse, c’è la possibilità di registrarsi, ancora in Early Bird per partecipare alla bellissima Ouishare Fest, dal 2 al

4 Maggio a Parigi, alla quale stiamo lavorando da mesi! Un post di presentazione lo trovate qui: un evento veramente da non perdere con un programma veramente scoppiettante che renderemo pubblico nei dettagli tra qualche giorno.

Il 20 Marzo inoltre sarò presente a Torino, presso il bellissimo contesto del Toolbox Coworking per una serata intitolata: “La Sharing Economy, Spiegata Semplice” anche se non sarà un evento targato Hopen o Ouishare, siete tutti invitati a partecipare perchè cercheremo appunto, di parlare semplicemente delle trasformazioni e delle opportunità che la Sharing Economy comporta.

Per finire un teaser! SAVE THE DATE per il 5 Giugno 2013… vi dico solo un’altra piccola cosa: stiamo organizzando a Roma l’OPEN CAMP un evento sull’economia aperta, sulla collaborazione e la trasformazione, sarà a Roma con speaker e partecipanti da tutta Italia… Stay super Tuned!!! (se avete voglia di contribuire, presto apriremo una call per la partecipazione, intanto potete scrivere a simone [at] hopen.it o alessio [at] hopen.it)

Finalmente Ouishare Fest: dal 2 al 4 Maggio a Parigi!

Come forse tutti sanno ormai, in qualità di Ouishare Connector italiano e di Cofondatore di Hopen ho fatto un po’ da punto di contatto in questi mesi tra le due comunità attive in italia più che altro attraverso i relativi gruppi su facebook (ouishare italia, hopen).

Oggi sono finalmente qui a presentarvi… la Ouishare Fest!

OuiShare Fest è il primo grande evento europeo dedicato all’Economia Collaborativa. Si svolgerà a Parigi dal 2 al 4 Maggio 2013: questo festival di tre giorni riunirà una comunità globale di imprenditori, progettisti, makers, economisti, investitori, politici e cittadini per costruire il futuro dell’economia collaborativa.

La Ouishare Fest è organizzata in cooperazione con l’agenzia digitale pubblica francese La Fonderie e sostenuta dai partner Shareable, Meshlabs, CollaborativeConsumption.com, P2P Foundation e Deskmag.

Malgrado il programma della Fest non sia ancora disponibile (ci stiamo lavorando) sappiamo già che la Fest avrà una struttura dei lavori innovativa. Dalla press

Un nuovo paradigma richiede un nuovo tipo di evento. Invece di ospitare la solita conferenza economica, OuiShare Fest  sarà co-progettata con la sua comunità e comprenderà una vasta gamma di attività pratiche e sessioni di lavoro, che si concluderanno con grande musica dal vivo.

I Giorni 1-2 riuniranno 500 professionisti (startup, innovatori, imprese, investitori, …) e funzionari pubblici per conoscere questa nuova economia e costruirne il futuro insieme. Panels e sessioni plenarie con relatori ispirativi, workshop e barcamps produrranno risultati tangibili e attivabili al fine di costruire la comunità.

Il Giorno 3 sarà gratuito e aperto al pubblico. Il suo scopo è quello di aumentare la consapevolezza tra un pubblico più ampio, e far loro sperimentare l’economia collaborativa in prima persona mediante presentazioni, sessioni di crowdfunding dal vivo, laboratori makers, workshop di “how-to” e attività varie connesse con gli stili di vita della condivisione. Attività ufficiali ed eventi satellite in tutta Parigi attireranno migliaia di visitatori nel corso della giornata.

Volete avere una idea degli speaker? Tra gli altri:

  • Michel Bauwens (P2P Foundation)
  • Joe Justice (Wikispeed)
  • Lisa Gansky (Meshlabs)
  • Lauren Anderson (Collaborative Consumption)
  • Bernard Stiegler (Ars Industrialis)

e dalla community Italiana avremo: Zoe Romano (openwear), Jacopo Amistani (Open Source Ecology Italia) e Massimo Menichinelli (openp2pdesign). La lista completa, ma non definitiva, la potete trovare qui: http://ouisharefest.com/#speakers

Insomma, un evento da non perdere! Esistono diverse modalità di partecipazione: potete proporre argomenti, sessioni di lavoro e contribuire a co-progettare il programma, una attività che seguirò personalmente.

Se volete saperne di più, potete scaricare ui il presskit!