Ouishare Drink Roma – Life is Better When Shared

Mercoledì 18 Luglio, abbiamo finalmente ospitato a Roma il primo Ouishare Drink. È stata una esperienza a dir poco esaltante.

Organizzato in poco più di due settimane, grazie, devo dire, anche e soprattutto all’energia di Stefano Borghi, host dell’evento con il Cowo 360, il drink di Roma ha regalato grandi soddisfazioni alla community e una grande consapevolezza. Sono stati numerosissimi i progetti che abbiamo ospitato i dopo un paio di brevi talk introduttivi di hopen.it e soprattutto di OuiShare (grazie a Antonin e Benjamin) abbiamo lasciato la parola alle iniziative dal basso.

Prima è stata la volta di Meeting Life – Experience Network “un luogo dove si incontrano persone che hanno interessi non comuni che possono cambiarti la vita” dice Ernesto. Al momento i ragazzi stanno lavorando su un nuovo sito ma esiste un blog e un canale youtube che ha permesso ai creatori di generare una community significativa. Con un’iniziativa virale lo staff di meetinglife.com ha lanciato una campagna video che sta facendo il giro del mondo “The Meeting Life Journal”:

Una Moleskine sta girando in vari paesi, ogni volta che raggiunge un nuovo utente questo scrive, racconta la propria storia e i propri pensieri mentre è ripreso da una telecamera… Volete sapere dove andrà la prossima volta?

Subito dopo MeetingLife un altro progetto fenomenale, NewGusto, con Antonio che ci spiegava come si tratti di una sorta di chimera internet a metà tra MasterChef e AirBNB: quello che che Graziano e i suoi soci vogliono creare è una community mondiale del mangiare bene, condiviso e multiculturale. Sul loro sito ci si può registrare come cuoco o come utente viaggiatore e incontrarsi davanti a un piatto tipico. Il cibo è da sempre tra la più interessanti esperienze culturali possibili: per non sentirsi straniero in viaggio, e per conoscere meglio la gente del luogo. Il sito è attivo da sei mesi e la community è già mondiale: hanno un cuoco registrato persino dall’Angola :-)

Dopo il cibo si è parlato di abiti: SwapClub, presentata da Rodolfo, è un sito nazionale di scambio oggetti prevalentemente legati alla moda e agli accessori; la community si incontra offline agli swap party e lo scambio diventa momento di puro divertimento. In questo momento Swapclub guarda al “mercato” internazionale forse possiamo dargli una mano!

Altro progetto interessantissimo è CrowdFuture ovvero come la descrivono i ragazzi sul sito:

…the first crowdfunding convention in Italy, will showcase some of the best examples and the most successful cases in the brief history of crowdfunding. It will highlight issues, solutions and provide insight to the future of crowdfunding.

Sicuramente un momento importante per parlare di Crowdfunding in Italia, con competenza e dando informazioni a tutti coloro che hanno bisogno di finanziare i propri progetti in maniera alternativa a banche e risparmi.

A completare la serata Way 4 Spot (che mette insieme persone che condividono la tua stessa passione per gli sport outdoor), Scambidistagione (una genuina community Romana che due volte all’anno organizza dei grandi swap party), Guerrilla PlayGround (un progetto di riconquista degli spazi di gioco in strada con molte affinità con i progeti di social parking), Progetto Innesto (no profit che si propone di creare un collegamento reale tra startup e manager che si trovano espulsi da grandi aziende e hanno voglia di riemettersi in gioco), Cocoon Project (che sta cercano di disegnare un nuovo modo di fare innovazione e consulenza creando una azienda che sia in realtà una piattaforma abilitante per chiunque voglia fare business).

Dopo avervi raccontato la serata – sicuramente anche il video girato dai ragazzi di MeetingLife contribuirà a descrivervi l’atmosfera – voglio soffermarmi un po’ su alcuni aspetti fondamentali: c’è una grande passione, una grande partecipazione e sicuramente delle grandi opportunità di organizzare molti più momenti di condivisione possibile.

Da una parte c’è la passione di voi tutti, ed è per questo che abbiamo creato Ouishare Italia; dall’altra deve esserci la capacità di OuiShare stessa di diventare una piattaforma per le vostre iniziative, idee, progetti. Il motto di Hopen, che di Ouishare è il primo supporter, calza a pennello: come diciamo “Hopen sei Tu” potremmo dire “Ouishare sei Tu”, tocca a te, nessuno ti impedisce di partecipare, Ouishare, come Hopen è qui per supportarti, per includerti per renderti insieme partecipe e protagonista della rivoluzione della condivisione, quella con cui faremo un economia nuova.

Come OuiShare Connector di Roma sono molto contento della grande partecipazione e voglia di fare che stiamo vedendo: il gruppo esiste da meno di una settimana e già due eventi, uno a Terni e uno a Torino sono in fase di progettazione. Gli eventi saranno l’inizio, saranno un modo per conoscerci, fare rete e connetterci.

Aspetto tutti voi, le vostre idee e la vostra voglia di partecipazione. Connettiamoci, Condividiamoci!

Ringrazio Veronica Voto di orastacco.com per i preziosi appunti.

Il 18 Luglio, dopo Parigi, Barcellona e Berlino… OuiShare Drink sbarca a Roma! (grazie alla collaborazione di Hopen)

Finalmente, il 18 Luglio 2012, presso Cowo360 si terrà il primo OuiShare Drink in Italia! …dopo Parigi, Berlino e Barcellona … OuiShare sbarca anche a Roma grazie alla collaborazione con Hopen Think Tank – il gruppo che – come tutti gli hopeners sanno – promuove in Italia e a Roma la cultura dell’Open, Free & Peer 2 Peer.

 

L’idea è di offrire alla comunità collaborativa di Roma un momento informale di incontro, confronto e scambio sul proprio lavoro e sugli interessi comuni. OuiShare è una associazione nata a Parigi che ha l’obiettivo di connettere progetti, aziende,  iniziative e persone che promuovono in Europa l’economia della condivisione. Il 18 Luglio daremo il benvenuto ad Antonin Léonard e Benjamin Tincq (Ouishare co-founders) che racconteranno ai presenti la storia di OuiShare e gli obiettivi che si prefigge per il futuro, oltre a raccontare insieme a Simone Cicero (Hopen co-founder) come il movimento per la sharing economy stia finalmente scalando a livello Europeo: l’alternativa collaborativa al consumo e alla creazione sta finalmente prendendo sempre più piede,  generando numerose opportunità di cambiamento, lavoro e innovazione. Alla presentazione di OuiShare, seguirà la presentazione di MeetingLife, una startup italiana che ha fatto dell’ experience sharing il suo presente futuro core business! Ci racconterà la sua visione e sarà attenta ai vostri riscontri e alle vostre proposte. La serata continuerà con la sessione open table dove ognuno avrà la possibilità di presentare i propri progetti, confrontarsi col team e proporre idee. Una occasione importante di fare network con i nostri amici Francesi. Last but not least.. il tutto si svolgerà davanti ad un aperitivo!! D’altronde è o non è un Drink?! ;) L’aperitivo sarà offerto da BlaBlaCar, il più grande player europeo nell’ambito del Car Pooling che ci racconterà la sua visione del servizio e come lo sta declinando in Italia, dove questo genere di soluzioni possono rappresentare una vera manna per le nostre città soffocate dal traffico e dall’inquinamento. Vi aspettiamo!

Verso il Summer Meeting: presente e futuro di Hopen

Nonostante siamo stati in silenzio per poco tempo, non ci siamo affatto arresi: Simone ha fatto networking come nessuno mai, e ha scritto un meraviglioso articolo sul fatto che ciascuno di noi ha la rivoluzione a portata di mano, mentre il sottoscritto ha rivisto le sue conoscenze in tema di content curation per il canale di cui sopra. E gli incontri? Gli eventi? Ovviamente, non abbiamo tralasciato nemmeno questo aspetto: venerdì 13 Luglio, nella incredibile struttura di Cowo360 a Roma, siete tutti invitati all’Hopen Summer Meeting, evento dove, oltre a fare il punto della situazione, cercheremo tutti di conoscerci meglio, sia tra membri “di vecchia data” che con le nuove leve, per favorire il networking e la nascita di iniziative legate all’open culture. Perché si sa, basta una chiacchierata e di iniziative ne nascono tante.

Quindi, mi raccomando, siate tutti presenti venerdì 13 Luglio al Cowo360, ore 18:00, per quattro chiacchiere in libertà e molto di più: il clima libero di neuroni che si mettono all’opera in perfetto stile Hopen.

Hopen Summer Meeting - Locandina

Ma quindi, questo e basta? No: ci sono delle sorprese notevoli anche per il futuro di Hopen. Un futuro immediato, più che altro: save the date, per un altro incontro che si preannuncia tra i più meravigliosi, e cioè quello tra Hopen e OuiShare, noto gruppo affine ad Hopen di origine francese, con il quale avremo l’onore di ospitare un aperitivo all’insegna delle nostre tematiche di condivisione.

Tutto qua? Assolutamente no. Oltre le cose che bollono in pentola e che non possiamo divulgare per motivi di certezza inferiore rispetto all’aperitivo con alcuni tra i componenti di OuiShare, abbiamo anche il sempreverde tema della content curation: decisa la piattaforma, abbiamo infatti diffuso una call per i curatori, che ha avuto una risonanza discreta. Ci siamo quasi ;)

In ultimo, stiamo tentando di organizzare un seminario a Roma con Joe Justice. Non sapete chi è? Beh, è il momento di leggere allora la splendida intervista di Simone a Joe, disponibile a questa pagina.

Vi aspettiamo. Salud.

Post Hoperitivo Roma Mini Maker Faire 2013! e… ci rivediamo il 4 Maggio!

Di ritorno dall’allineamento – aperitivo Hopen > Hoperitivo :) sono creativo eh!? – mini Maker Faire.
Quali sono gli ultimi sviluppi?
Beh, qualcuno ce n’è!

Finalmente, l’attività burocratica l’abbiamo messa alle spalle: firmato il contratto di licenza con MAKE abbiamo ricevuto il primo kit di comunicazione. MAKE ha prodotto per noi i loghi e ci ha inviato il template WordPress che useremo per il sito della RMMF13 che stiamo per tirare su e che ospiterà, in un luogo dedicato, tutte le news.

Ora siamo in ballo dunque! La Roma Mini Maker Faire 2013 deve essere realtà!

Rome Mini Maker Faire 2013 logo!

Le prime considerazioni
Non eravamo tanti oggi, ma il meeting è stato fruttuoso perchè abbiamo cominciato a mettere sul tavolo qualche numero: quanti makers? e dunque, quanto spazio servirà? quali servizi essenziali dobbiamo avere a disposizione? quanti volontari servono? serve qualcuno che ci lavori almeno part time? Quali sono le possibili location?

Sulla base delle esperienze che qualcuno di noi ha avuto in passato con l’organizzazione di eventi i costi legati all’affito, all’assicurazione, alla sicurezza (ambulanza, pompieri, specie per un evento come la mini maker faire dove  qualche attrezzo e strumento di lavoro sarà inevitabilmente presente) per una location da un miglaio di metri quadri potrebbero essere tutt’altro che trascurabili.

Questo ovviamente ci spingerà a cercare supporto in organizzazioni e aziende che vogliano realmente supportare più che sponsorizzare, offrendo i loro servizi o coprendo parte dei costi che ahimè inevitabilmente avremo!

I punti fermi
Qualche punto fermo di sicuro c’è. I tempi per esempio: difficile pensare di farcela prima della primavera del 2013, l’autunno di quest’anno sembra troppo vicino e il clima primaverile ci potrebbe aiutare a trovare location che magari ci mettano a disposizione più spazio aperto che chiuso, con evidente e potenzialmente decisiva riduzione dei costi.

Altro punto fermo che abbiamo è quello di organizzare una Mini Maker faire che sia no-profit il più accessibile possibile, e che allo stesso tempo sia realmente motivante, bella e ricca di contenuti importanti. Questo si che sarebbe in linea con il manifesto di Hopen!

Ovviamente dobbiamo ancora capire dove sta il compromesso tra le diverse opinioni nel team, e aspettiamo che altri, hopeners e non, si uniscano al gruppo che sta portando avanti questo progetto portando il loro contributo di idee, opinioni ma soprattutto lavoro volontario – ne servirà veramente tanto.

La location
Ovviamente da oggi siamo alla ricerca di location definitiva, cominceremo con le location che già avevamo identificato, col contattare i municipi di Roma dove possiamo arrivare, con qualche location “classica” per eventi di questo tipo, ma di certo candidature che provengano dalla comunità (o anche solo segnalazioni!) sono estremamente ben accette, quantomeno alla valutazione dei costi, delle possibilità e delle problematiche.

Per ora, facendo un po’ di conti, una location che sia sui 1000/1300 metri quadri potrebbe garantire lo spazio per un numero sufficiente di maker.

Se vuoi dare una mano per cominciare puoi cominciare col leggere il playbook!

I next steps
Il meeting generale di hopen del 4 Maggio sarà occasione per riprendere le fila di questo tra altri progetti, una convinzione che personalmente mi porto dall’incontro ancora una volta è che dovremo riunirci più spesso nei prossimi importanti mesi in cui l’avventura Mini Maker Faire Roma 2013 prenderà forma!

Terzo Meeting Operativo > Hopen sei tu!

Ieri sera, ancora grazie a Alfredo e alla disponibità di Estrogeni - che non ringrazieremo mai abbastanza – si è tenuto il nostro terzo incontro generale di Hopen.

L’essere tornati a vederci nel posto dove ci vedemmo, ormai più di cinque mesi fa, per il Meeting di Boot ci ha permesso di fare qualche valutazione e tirare qualche somma. Di sicuro la scena sembrava un po’meno affollata (eravamo una ventina ieri, più del doppio al primo meeting), ma se pensiamo a quanto produttiva è stata la serata di ieri, e quanto in pochi minuti ci ha di fatto messo sulla buona strada, questo ci deve dare ancora più entusiasmo.

Abbiamo trovato ieri per la prima volta segni tangibili dello spirito che c’è nel nostro manifesto, di cui riportiamo un passo:

Hopen ha l’obiettivo di disseminare la conoscenza tecnica e, con essa, la consapevolezza che lo sviluppo scientifico e tecnologico danno alle persone strumenti democratici e accessibili di produzione di beni e servizi.

Hopen ha l’obiettivo di analizzare e raccontare il cambiamento al fine di rendere le persone consapevoli delle loro potenzialità.

[...]

Hopen opera per connettere e facilitare lo scambio e l’integrazione tra iniziative, progetti e persone.

Chi c’era sa che è di questo che si è parlato ieri.

Per prima cosa abbiamo voluto darci un update su quanto successo ultimamente. Riassumiamo qui per informare tutti coloro, anche per problemi logistici, non hanno potuto esserci materialmente ne “a distanza”:

  • il 16 Aprile Hopen terrà il suo primo Corso di Formazione gratuito, nel pieno spirito del nostro manifesto: Internet & Me che guiderà gli studenti attraverso un approfondimento sul mondo social media, sull’utilizzo di un blog, e sull’ecommerce fino alla creazione di un blog in piena regola. Quattro posti ancora disponibili ad oggi.
    Riteniamo centrale l’attività formativa tramite i corsi – ricordiamo che questi contenuti verranno poi rilasciati in Creative Commons – e chiediamo a tutti gli Hopeners di  replicare seminari già tenuti – come quello in arrivo – a comunità che potrebbero avere un interesse: dai paesi del’hinterland al vostro quartiere, dalla parrocchia alla vostra azienda. Come nota personale, mi piacerebbe tanto fare un corso del genere in un carcere romano, magari insieme a qualche associazione già attiva nel campo.
    Sarà importante altresì che voi stessi vi facciate propositivamente promotori di nuovi corsi e ringrazio quelli che ieri hanno offerto la loro disponibilità con cui cominceremo di sicuro a lavorare. Proponete qualsiasi cosa e ne parliamo tutti insieme.
    La prima replica del corso su social media, Blog e ecommerce la terremo probabilmente presto in un comune in provincia di Rieti, Torricella in Sabina, che si sta distinguendo positivamente in termine di governo inclusivo del territorio e che vorremmo supportare a modo nostro.
  • Attendiamo, auspicabilmente durante la prossima settimana, che Make ci invii finalmente la proposta di License Agreement che dobbiamo firmare per iniziare  ufficialmente a lavorare sulla Mini Maker Faire Roma 2013. Ce la faremo! Nel frattempo non abbiamo novità relativamente alla bellissima Maker Faire Europea che sta cercando di organizzare il mitico Massimo Banzi: noi continuiamo per la nostra strada e se questo evento arrivasse a Roma ci offriremmo di dare una mano!
  • Ci piace pensare che grazie a Hopen la discussione su un Fablab/Makerspace a Roma stia pian piano salendo di tono e che ci sia ora ufficialmente un gruppo Facebook e un Team che stanno cominciando a lavorare. Ovviamente Hopen supporterà l’iniziativa e gran parte delle persone coinvolte nella discussione sono Hopeners e questo non può che farci piacere. Di fatto un posto così potrebbe essere   la “casa” di Hopen.

La necessità di conoscersi

Quello che è emerso è che è necessario conoscersi, vedersi, parlarsi, raccontarci le nostre capacità e metterle insieme. Vedersi significa capire con chi si ha a che fare realmente, capire cosa si può dare al progetto e in cosa si può esssere coinvolti.

Mai più azzeccato poteva essere il nostro motto motivazionale: “Hopen sei tu”, che descrive chiaramente il bisogno che abbiamo di impegnarci in prima persona in qualcosa che vada oltre la nosta professione, qualcosa che coinvolga un po’ del nostro modo di essere e del nostro modo di esprimerci (per chi non l’ha letto, un giro su questo pezzo di Tim O’Really è consigliato).

I modi come farlo

Come dare un contributo allora? in primo luogo abbiamo deciso di sforzarci di vederci più spesso, magari anche in occasioni meno formali, e di contarci e raccontarci: dunque sul wiki abbiamo aperto una pagina dove tutti possono fare hopening e mettere nome e cognome con tanto di descrizione di cosa sappiamo, vogliamo e possiamo fare per Hopen.

In seconda battuta, lanciamo ufficialmente una chiamata a tutti coloro vogliano scrivere sul nostro blog, per raccontare le proprie idee o delle storie che possono ispirare gli altri, oltre che la loro avventura. Per ora abbiamo scritto solo io e il buon Alessio, e vorremmo ospitare tutti coloro che lo volessero.

Inoltre è emerso che abbiamo qualche limite in termini di comunicazione efficace e chiamiamo dunque a raccolta chiunque di voi abbia esperienze, idee e competenze specifiche a darci una mano!

Trasformare Hopen in un Network

Ci siamo chiesti come trasformare hopen in un network che connetta diverse iniziative, imprese, associazioni, gruppi: che si incontrino periodicamente per fare rete e generare una nuova economia.  Una adesione “ufficiale” a Hopen che consista nell’impegno di inviare sempre un rappresentante ai meeting potrebbe essere una buona idea.

Le nuove collaborazioni

Da quache giorno siamo connessi al Progetto OuiShare, una iniziativa francese per promuovere la cultura del consumo collaborativo, la nostra prima collaborazione internazionale tramite i fondatori Antonin Léonard e Benjamin Tincq e non vediamo l’ora di collaborare.

I sogni e i progetti più ambiziosi

Abbiamo accennato all’idea di lanciare una iniziativa per favorire il Co-Housing a Roma: creare un luogo di incontro per gli interessati, sviluppare un modello e un processo per far incontrare queste persone e rendere possibile l’acquisto o la gestione collaborativa di spazi di co-abitazione, per rappresentare una reale alternativa all’imperante speculazione immobiliare. Ci sono diversi progetti già attivi su Roma e dunque procederemo al più presto nel contattarli e nell’aprire nuove collaborazioni e troveremo il modo di dare un nostro contributo!

Si è parlato di Impact investing: come generare una iniziativa di impact investing (investimenti con l’obiettivo di impattare positivamente la società, al di la della massimizzazione profitti ma in sostenibilità economica) magari finanziato in crowfunding? Cominciamo a parlarne.

Da ora la discussione ricomincia online, probabilmente dopo pasqua terremo un Hangout generale su Google Plus in cui ci scambieremo altre idee e, auspicabilmente, raccoglireremo iniziative e dichiarazioni di disponibilità reale da parte di tutti a collaborare.

Hopen sei tu!

On the fly > Hopen Terzo Meeting operativo > Venerdì 30 Marzo

Ciao!
un aggiornamento veloce: il 30 Marzo (il prossimo Venerdì) gli Hopeners si incontreranno presso Estrogeni SRL (grazie dell’ospitalità ragazzi!) – in Via Nomentana 222, per il terzo meeting operativo. Qui il link all’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/135618479899865/

Parleremo di tante cose:

  • Il Seminario “Internet & Me”
  • L’aggiornamento sull’avanzamento del progetto Roma Mini Maker Faire (www.romamakers.it)
  • Le nuove idee e iniziative
  • Hopen come un network: come trasformare hopen in un network che connetta diverse iniziative, imprese, associazioni, gruppi: che si incontrino periodicamente per fare rete e generare una nuova economia
  • L’ aumento delle’attività di dibattito, connessione e formazione aperta (nuovi ciorsi e  nuovi format di dibattito inclusivo
  • Le nuove collaborazioni
  • I sogni e i progetti più ambiziosi

Come sempre stiamo definindo l’agenda del meeting in maniera collaborativa >> http://goo.gl/Rnvvz aiutateci a identificare gli argomenti che vorreste trattare, mettete sogni, idee, iniziative!

Hopen siete voi!

In the Making…

E così ieri sera, incuranti del meteo avverso, in una Roma ricoperta da una patina di neve ghiacciata, gli impavidi hopeners si sono riversati copiosi a Officine Libetta (grazie ancora per l’ospitalità ragazzi!), oltre che online grazie al Google hangout creato per l’occasione.

Malgrado i problemi tecnici dovuti al crollo improvviso della connettività, dal quale ci siamo salvati solo grazie a un telefono in tethering (con conseguente drammatico crollo della qualità della comunicazione) la voglia di parlare di Roma Mini Maker Faire era talmente tanta che la discussione è stata viva e, finalmente, ci ha dato l’impressione che la Mini Maker Faire a Roma può realmente diventare realtà.

L’atmosfera, probabilmente anche grazie alla presenza di Lorenzo e tutto il team di Kent Strapper in collegamento diretto dall’officina – e che dunque ci allietava col rumore di seghe e martelli che costruivano :) – era ottima e il meeting è stato molto produttivo.

Grazie a Giovanni Re per questa splendida foto ;)

La squadra piano piano si allarga e gli obiettivi a breve termine fioccano come la neve di questi giorni. Intanto riportiamo le più concrete considerazioni e valutazioni che sono state fatte:

  • Target temporale: Ottobre 2012 o potenzialmente Marzo 2013 (backup).
  • Durata: due giorni
  • Location: ne abbiamo discusso ma siamo ancora un po’ in alto mare, una location che avevamo già adocchiato e preliminarmente contattato sta cambiando modalità di gestione e dunque stiamo cercando di trovare altri spazi. Considerando che ci siamo dati come obiettivo di ospitare almeno una 40na di makers lo spazio che serve è molto
  • Team: il team si sta definendo (guardate qui per i dettagli http://wiki.hopen.it/index.php?title=Roma_Mini_Maker_Faire_2012)
  • Comunicazione: provvederemo al lancio di un sito/blog dedicato alla Mini Maker Faire Roma – parte del team si sta già cominciando a occupare di questo.
  • Funding: la formula che vorremmo proporre è un mix di crowfunding (cone le singole persone che possono contribuire a diversi livelli) e di sponsorizzazioni che però dovranno prevedere che l’ente “sponsorizzante” porti un contributo di significato, la sua vision del mondo maker, e possibilimente anche il coinvolgimento dei produttori e degli hobbisti nella sua community
  • Hosting Organization: è emersa la possibilità di portare avanti la cosa con una rete temporanea di imprese tra le quali ci sarà sicuramente Eikon/Openpicus, altre realtà stanno valutando come entrare.
  • Budget: punto ancora molto aperto dobbiamo cominciare a capire quanti soldi  serviranno per questa esperienza: l’impegno è tenere il budget basso e, premettendo che la Mini Maker Faire non può e non deve essere a scopo di lucro, vorremmo poter contare su un budget che ci permetta di retribuire, almeno part-time, alcune persone nel team oltre che coprire le spese vive.

Vogliamo portare avanti questa iniziativa nello stile Hopen, con un processo aperto a tutti quelli che vorranno contribuire: oltre a rendere pubblica ogni informazione sullo stato di avanzamento delle attività, sul team e tutto il resto, cerchiamo materialmente volontari che si possano rendere utili in tutto: dalla ricerca dei produttori, all’organizzazione, alla ricerca della location, ecc…

Risorse:

Mini Maker Faire Mind Map: https://www.mindmeister.com/138938133

Hopen Wiki > Pagina dedicata alla Roma Mini Maker Faire http://wiki.hopen.it/index.php?title=Roma_Mini_Maker_Faire_2012

Hopen Wiki > Discussione operativa sulla Maker Faire http://wiki.hopen.it/index.php?title=Discussione_Operativa_Mini_Maker_Faire_Roma

Che altro dire!? … dateci una mano e spargete la voce! Daltronde, come dice il playbook:

La Maker Faire riunisce le famiglie e individui nel celebrare la mentalità Do-It-Yourself (DIY) e mostrare mille progetti incredibili. Alla Maker Faire, troverete arti e mestieri, la scienza e l’ingegneria, il cibo e la musica, il fuoco e l’acqua, ma ciò che rende questo evento speciale è che tutti questi progetti interessanti e intelligenti, creativi vanno di pari passo. Rappresentano attivamente e apertamente la creazione di una cultura maker.

Chiunque può interessarsi alla Maker Faire! 

PS: altre iniziative Hopen bollono in pentola, a presto altre novità!

(Mini) Maker Faire Roma / “Fiera del Saper Fare” – Kick Off Meeting (Officine Libetta, 10 Febbraio, Ore 17:30)

A tutti gli (H)openers! A tutti gli (H)openers!

Finalmente ricominciano le attività targate Hopen nel 2012. La fine dell’anno ci ha visto tutti occupati a riflettere su come e cosa fare e, finalmente, ci stiamo focalizzando su alcune specifiche iniziative.

La prima iniziativa che pernderà vita in questo 2012 riguarderà il kick of delle attività legate alla “Fiera del (saper) Fare” / Mini Maker Faire Roma 2012 l’evento dedicato alla cultura Maker (da qualche giorno più conosciuta anche in italia grazie a un articolo di Riccardo Luna, comparso qualche giorno fa su IlPost: Chris Anderson, Massimo Banzi e la prossima rivoluzione dei “makers”) la cui organizzazione noi di Hopen abbiamo l’obiettivo di facilitare durante questo 2012.

Come molti di voi sanno, la Mini Maker Faire (o “Fiera del Saper Fare” come l’abbiamo ribattezzata per renderla più comprensibile alla platea italiana) sarà un evento che ospiterà esperienze provenienti da quel mondo che è la fusione tra fai da tetecnologia, arte, moda, design e artigianato un mondo fatto di condivisione di saperi, informazioni e compartecipazione, quel mondo che nel giro di qualche anno cambierà il nostro, di mondo, costituendo una reale alternativa alla produzione industriale e consumistica a cui siamo stati abituati, sostituendola con un graduale recupero delle nostre abilità di “creatori” e creativi.

La rete ci mette in contatto, trasforma i singoli e le comunità in produttori di cultura condivisa, di design sostenibile e innovativo, ci da la possibilità di connetterci e scambiare competenze per costruire i nostri oggetti autonomamente, adattarli alle nostre esigenze, combinarli per esprimere la nostra creatività e la nostra idea di arte.

Per questo ci vedremo il prossimo 10 Febbraio (ringraziamo Officine Libetta che ci ha messo a disposizione lo spazio!) dalle 17:30 in poi per affrontare tutti i temi più spinosi di questa organizzazione per poi partire con un team ben definito e una squadra di aziende, organizzazioni no profit e professionisti che arrivino a conquistare questo splendido obiettivo.

Se tu, la tua organizzazione o la tua azienda pensate di essere interessati non esitate a partecipare (aderisci tramite l’evento Facebook disponibile qui https://www.facebook.com/events/221531257927961/).

In ultima analisi vogliamo proporvi un’appuntamento fondamentale. Il 9 Marzo a Roma avremo l’opportunità grazie a Riccardo Luna e al Team di Frontiers di ascoltare (sul palco dell’Acquario Romano (un posto stupendo per chi non lo conosce) due guru della rivoluzione dei makers: Chris AndersonEditor in chief di Wired US nonchè autore di “The Long Tail” e “Free” due volumi epocali per chi vuole capire la rete e come questa sta cambiando il mondo, Massimo Banzi: l’inventore di Arduino, il progetto di open hardware nato in Italia che ha letteralmente conquistato il globo, dal MIT alle università cinesi, tutto a partire da Ivrea.

Non mancate, ci troverete sicuramente il team di Hopen per la Mini Maker Faire a Roma, se vuoi esserci devi solo passare a trovarci alla nostra riunione di kick off >>  https://www.facebook.com/events/221531257927961/ (l’evento è aperto a tutti, chi vuole partecipare, chi si sente Maker, chi ha una serata da dedicare a Hopen!).

Ci vediamo lì!

Photo credits: http://www.flickr.com/photos/laughingsquid/133323978

Un'immagine da una Maker Faire - i bambini imparano a "fare"
Un’immagine da una Maker Faire – i bambini imparano a “fare”

Un riassunto dell’Hopen Reboot Meeting e varie altre novità!

Ciao a tutti,
in linea con lo spirito di trasparenza che ci contraddistingue pubblichiamo un resoconto di quello che è stato il Reboot Meeting di Sabato 12.

Dopo una breve re-introduzione ai concetti e alle motivazioni di Hopen, come erano state riportate al boot meeting del 7 Ottobre, abbiamo provveduto a dare evidenza di tutti i consigli, gli spunti e i progetti nati nel mese intercorso. In particolare si è fatto riferimento alla nececssità di focalizzare il messaggio per renderlo più comprensibile, nonchè di dare luogo a iniziative concrete e tangibili.

Dopo una breve presentazione dell’iniziativa Open Lab di AreaMobile, che in questa occasione era il nostro host (grazie Sandro!), abbiamo dunque iniziato la discussione, dapprima concentrandoci sui principi generali che dovremo tradurre in un breve manifesto nei prossimi giorni.

Questi sono i principi generali a cui vogliamo fare riferimento e che hanno da sempre caratterizzato l’idea di Hopen:

  • promozione della cultura Libera e Open e dell’approccio P2P (dove P2P sta per Peer 2 Peer, basato dunque sulla connessione diretta da persona a persona, da pari a pari)
  • promozione della cultura della condivisione e della cooperazione
  • utilizzo della tecnologia come strumento 

Facendo dunque riferimento a questi principi – gli stessi che hanno regalato al mondo cose come Wikipedia o il Software Libero – Hopen vuole operare come connettore e facilitatore di iniziative tangibili, aperte a tutti e inclusive, che abbiano un reale impatto con la nostra realtà (una sfida niente male, mi verrebbe da dire! Ma, torniamo a noi…)

In seguito, abbiamo cercato di individuare dei temi fondamentali e di legarli con iniziative tangibili. Allo stato, le tematiche e le iniziative che abbiamo individuato e le relative iniziative in via di definizione sono quelle che seguono:

  • Tema del racconto e della formazione: riteniamo che la formazione e il racconto del cambiamento siano aspetti fondamentali; è infatti necessario raccontare l’innovazione e le opportunità che nascono da essa alle persone per fare si che in loro nasca una esigenza di vera partecipazione. In poche parole, se ho un megafono davanti, posso usarlo solo se ho qualcosa da dire: ecco, noi vogliamo pubblicizzare e discutere con voi degli argomenti che in seguito potrete fare vostri, far diventare le vostre battaglie, urlare al megafono insomma.
    In quest’ambito l’iniziativa pricipale che porteremo avanti sarà la reazione di un blog/magazine che alimenteremo con le nostre idee e con contributi alla discussione e di una serie di eventi formativi/divulgativi su quelli che sono i nostri temi di riferimento, attraverso storie di successo, progetti di cui vogliamo dare vosibilità, intervento di esperti, etc…
  • Tema dell’Economia Alternativa: creare o supportare progetti di economia alternativa, quali le banche del tempo, i sistemi di baratto o scambio, le monete alternative e comunitarie
  • Tema del “Fare” (DIY) e condividere competenze: realizzare una “Fiera del fare” seguendo il formato della “Mini Maker Faire” dove artigianato, elettronica, hacking, informatica, arte, formazione e fai da te possano incontrarsi, coinvolgendo le scuole e, il più possibile, in generale la società civile.
  • Tema della cultura e dell’informazione aperta e condivisa: come progetto esemplificativo abbiamo scelto di individuare, supportare e portare al successo un progetto di creazione di una libreria di testi per la scuola dell’obbligo riasciati al pubblico dominio in creative commons
  • Tema della soluzione dei problemi della comunità: qui l’idea che abbiamo avuto a mio parere è stata fighissima; vogliamo favorire un evento in cui si mettano a diretto contatto gli specialisti (designer, esperti di progettazione e di innovazione) con gli utenti finali, cittadini comuni, rappresentanti delle associazioni per favorire l’emergere dei problemi reali e promuovere la realizzazione, in co-design (ovvero attraverso un processo di progettazione collaborativa e aperta) di soluizioni che risolvano questi problemi. Potrebbe funzionare!

Collaborazioni

Contestualmente, soprattutto grazie alla partecipazione di nuove persone, si sono presentate nuove prospettive di collaborazione con le seguenti realtà:

  • Tramite Lorenzo De Tomasi, designer, si è presentata la possibilità di collaborare con il network Isotype.org – prospettiva di collaborazione che si presenta sia sui temi che sul supporto alla realizzazione del nostro blogzine e della relativa community.
  • Tramite Lucia Cuffaro si è presentata la possibilità di collaborare con la bellissima realtà della Città dell’Utopia di Roma (“La Città dell’Utopia vuole essere un Laboratorio sociale e culturale che affronti i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile, giusto”) soprattutto in ottica di esperienze di Skill Share o proprio per quanto riguarda la “Fiera del Fare”/Mini Maker faire soprattutto in relazione agli spazi molto interessanti che sono a disposizione (tutto è ovviamente da valutare)
  • Tramite Nicola Mattina si è invece manifestata la potenziale collaborazione con l’evento Romecamp, un barcamp che si è tenuto a Roma,  sui temi dell’innovazione aperta e sostenibile, nel 2008 e che Nicola con altre persone sta cercando di ripetere (data obiettivo intorno a Settembre 2012). Anche in questo senso la Fiera del fare potrebbe essere il tema della collaborazione, promossa magari come evento nell’ambito dell’iniziativa Romecamp 2012; il discorso tuttavia è molto aperto.

Non contestualmente al meeting ma, in precedenza, si è manifestata la possibilità di collaborare con Wikiculture (“magazine collaborativo dedicato a web 2.0, wiki, intelligenza collettiva, social media, open source, crowdsourcing, cloudcomputing, web semantico, open culture …”) nell’ottica della realizzazione del nostro Blog/magazine. Anche qui la forma è da identificare.

Infine approffittiamo di questo post riassuntivo anche per raccontarvi di ieri, giornata in cui molti di noi hanno partecipato all’evento HappyBirthdayWeb… ovviamente non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità di aprire nuovi contatti e nuove collaborazioni con e per Hopen!

Significativi contatti sono stati aperti con:

  • la D.ssa Flavia Marzano che sta supportando l’organizzazione degli Stati Generali dell’Innovazioneuna due giorni di discussione a cui Hopen vorrebbe partecipare attivamente (scriveteci o fatevi vivi sul gruppo facebook se pensate che potreste portare un contributo o se volete partecipare!).
  • Garamond, e Agostino Quadrino: la casa editrice Garamond ha avviato un progetto molto in linea con la nostra idea relativa ai libri di testo in creative commons e dunque ci siamo ripromessi di supportarli e di confrontarci su questo obiettivo (ricordo che nei giorni scorsi si era parlato di http://www.bookinprogress.it/ sul nostro gruppo, altra iniziativa da approfondire)
  • Vittorio Alvino di OpenPolis: chi non conosce openpolis! l’associazione che di più si sta battendo in questi anni per la trasparenza della politica in Italia; beh, anche con loro ci siamo riproposti di vederci e trovare iniziative comuni.

Prossime azioni:

  • Web: occorre definire al più presto un team che si occupi di costruire un sito più definito e chiaro con una landing page che spieghi la mission e chi siamo e rimandi alle altre risorse. Parallelamente occorre cominciare a definire il nuovo blog/magazine
  • Manifesto e Roadmap: Occorre scriverli e condividerli con tutti voi: ora però abbiamo una base di idee condivise che ci renderanno il compito più semplice
  • Metodi per collaborare in team di progetto: ognuno deve poter dare il suo contributo sul progetto che ritiene più interessante, facilmente in team. Abbiamo dunque stabilito che ognuna delle iniziative tangibili avrà una persona di riferimento: ad oggi abbiamo già qualche candidato e stiamo dando il via ai gruppi di lavoro (probabilmente useremo stiamo usando google groups!) ma serve il VOSTRO supporto! …quindi, registratevi!

Considerazioni

Occorre continuare a lavorare alla semplificazione del messaggio, dobbiamo rimanere fedeli all’idea di essere inclusivi e di trasmettere alle persone la competenza mediante la quale possano ottenere quella consapevolezza dei loro mezzi che gli permetta di “fare senza chiedere il permesso a nessuno”.

Il problema principale ad oggi però rimane quello di capire come favorire l’impegno attivo delle persone, ancora troppo scarso per garantire una continuità d’azione. Come prima soluzione pensiamo di definire team di progetto che cooperino mediante la rete con un ben chiaro obiettivo (legato a una delle iniziative tangibili) e che possa favorire il vostro supporto operativo, noi ne abbiamo bisongno, quindi se volete agire in prima persona contattateci!

Prossimo incontro Live: Il prossimo meeting live di Hopen potrebbe dovrebbe essere organizzato a fine Gennaio, la caccia alla location è aperta, quindi se vuoi candidare la tua location a ospitarci facci sapere! Per ora abbiamo la disponibilità delle bellissime Officine Libetta che, in seguito alla nostra partecipazione alla Global Design Jam di qualche giorno fà ci ha offerto ospitalità!

“Si ma… in che modo mi riguarda Hopen?” (e come ci stiamo preparando al Reboot Meeting)

Come sapete, ci vedremo Sabato 12 Novembre, con chi vorrà partecipare, per riprendere in mano la situazione e cercare, stavolta, di ripartire con le idee più chiare sul da farsi.

In questi giorni abbiamo fatto uno sforzo importante, quello di cercare di capire come focalizzare l’iniziativa Hopen e come renderla tangibile, di interesse per tutti e non solo per noi utenti “esperti” di internet, tecnologia, comunicazone. Pensiamo che, in Hopen come nella società, i “tecnici” debbano essere uno strumento a servizio della comunità e delle iniziative di tutti, non quelli che dettano la strada o, semplicemente, puntano a farsi pubblicità personale.


Perchè tu sei fondamentale?

Perchè il vostro (si, il tuo!) coinvolgimento è fondamentale? Facile: il nostro originario obiettivo è costruire, pezzo per pezzo e partendo dal basso, una modello di società alternativo a quello attuale, che non ci va bene per una serie di buoni motivi: è inefficiente e basata solo sui consumi e sulle apparenze, è alienante e punta a isolarci invece che unirci, perchè da soli ci facciamo meno domande.
Come possiamo, però, cambiare la società attraverso i comportamenti, se non riusciamo a coinvolgere il numero maggiore possibile di persone? Come possiamo ritenere compiuta la nostra missione di “racconto del futuro” se rimaniamo chiusi in uno sparuto gruppetto di esperti che amano usare parole grosse e rischiano di capirsi poco anche tra di loro?
L’unico modo che abbiamo per ottenere gli ambiziosi risultati che ci poniamo: che il numero maggiore di voi (si, tu che leggi!) partecipi attivamente! Vogliamo che voi siate i promotori delle vostre stesse idee: incontrando gli altri partecipanti e cominciando a sviluppare quella rete di persone che può e deve essere la base della vostra iniziativa.

I punti cardine
Quali sono dunque, i punti cardine che possono fare da radice all’albero dei nostri progetti, delle cose che vogliamo e, vi assicuro, possiamo fare? Ci abbiamo pensato un po’ e, malgrado la discussione sia aperta, ne elenco qualcuno:
  • la partecipazione: il diretto coinvolgimento delle persone nel governo cooperativo della cosa pubblica ma non solo, anche delle iniziative, a partire da Hopen.
  • la condivisione e il contatto tra persona e persona: condividere esperienze, capacità, tempo, progetti, iniziative produttive e economiche. L’idea che connettendo direttamente due o più persone queste possono condividere cultura e informazione ma anche scambiarsi prodotti, valori, servizi in una economia alternativa e meno speculativa di quella delle banche
  • il bene comune (i “commons” come dicono quelli bravi): riscoprire che alcune cose sono di tutti e vanno curate da tutti e che possiamo dedicare un po’ di noi stessi a rendere il bene comune migliore e più utile a tutti. Scoprire che anche le nostre idee e le nostre opere possono diventare bene comune, possono essere rilasciate al dominio pubblico per permettere agli altri di usarle.
  • la riscoperta della capacità di fare: per creare, produrre cultura, arte, ricchezza e economia in prima persona sostituendo noi stessi ai sistemi produttivi classici dobbiamo, come primo passo, riscoprire quello che sapevamo fare con le nostre mani e le nostre menti sommando a questo la potenza della rete che ci permette poi di condividerlo con gli altri
  • l’utilizzo della tecnologia e della rete come strumenti capaci di dare forza alle idee di tutti, di creare piattaforme in grado di rendere possibile la nostra cooperazione e di darci quello di cui abbiamo bisogno per essere produttivi.
Partendo da questi punti cardine (e da altri che ci segnalerete e che discuteremo) l’idea è dunque di ramificare quattro, cinque, sei…. “punti programmatici” da legare ad altrettante iniziative concrete.

Iniziative concrete – qualche esempio!
Faccio un paio di esempi per essere più chiaro: diciamo che uno dei “punti programmatici” sia “Favorire economie di scambio” allora il progetto tangibile potrebbe essere quello di creare una piattaforma che unifichi o pubblicizzi le tante banche del tempo attive in Italia o il concetto stesso di banca del tempo.
Se invece pensassimo a un progetto di “Governo collettivo dei problemi“, visto che il trasporto è un problema enorme in molte città italiane, potremmo pensare a un bel progetto di sensibilizzazione e adozione del cosidetto “Ride sharing” (o “car pooling”: in soldoni un meccanismo per muoversi in macchina insieme ad altre persone che fanno abitualmente o meno lo stesso tragitto) che magari coinvolga anche aziende e pubblica amministrazione e sia, finalmente, in grado di avere un’impatto sulla mobilità.
Come ultimo esempio, se invece un “punto programmatico” riguardasse la “riscoperta della capacità creativa del fare (insieme)“, un progetto tangibile potrebbe riguardare una “Fiera del Fare” (la chiamo così perchè il termine americano “Maker faire” la farebbe sembrare più strana di quello che è) – ovvero la creazione di un evento dove far incontrare artigiani, artisti, esperti di elettronica, informatici, pensionati esperti di Fai Da Te e studenti delle scuole – beh, questo è uno dei progetti su cui già stiamo sognando di lavorare.
Che ne dite? vi sembrano punti di partenza comprensibili? Ci sono cose che abbiamo dimenticato? Che vorreste segnalare? (sicuramente ce ne saranno bizzeffe, parliamone).

L’incontro
Per concludere, vorrei raccontarvi che, ieri sera, abbiamo investito, coi volontari che si erano registrati, un paio d’ore turbolente (grazie a Skype) alla preparazione del meeting.
L’agenda operativa che potremmo dare all’incontro sarà dunque più o meno questa: prima discuteremo del manifesto e condivideremo questi importanti punti cardine di partenza e creeremo insieme i “punti programmatici” e poi, grazie a chi parteciperà, cercheremo di creare un progetto tangibile per ogni punto in workshop (gruppi di lavoro) tematici a cui potrete scegliere di partecipare sulla base dei vostri interessi.
Ovviamente si parlerà anche del Blog/Magazine (Blogzine per gli amici) che riteniamo importante creare come fucina di argomenti: di fatto dovremo discutere in qualche modo dei nostri temi e delle nostre idee e il blogzine ci servirà a questo.
Vogliamo fare in modo che Hopen resti sempre una iniziativa aperta a tutti e che si basa sul contributo di tutti, ora sta a voi darci una mano: dunque per prima cosa, se non l’hai ancora fatto, registrati su http://hopenreboot.eventbrite.com e decidi di partecipare:
Se sei:
  • Un tecnico: avremo bisogno di te per creare piattaforme e soluzioni e per interpretare le necessità delle persone
  • Un esperto di comunicazione: dovrai aiutarci a creare un modo di comunicare che sia per tutti e di tutti
  • Te stesso: abbiamo un disperato bisogno di te per capire quali sono le tue necessità e le tue idee, in che modo ti senti parte del progetto e quanto questa idea di società che stiamo disegnando, e continueremo a disegnare con te, ti piace e ti vedrà protagonista!
Ricordo a tutti che ci vedremo Sabato 12 (qui per i dettagli) a breve vi manderemo qualche informazione utile per la logistica dell’incontro.
Ricordati, Hopen sei tu! ;-)